Martedì, 21 Luglio 2020 09:35

Agnello sardo, il marchio Igp contro le fregature: guida all'acquisto consapevole

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Mangi sardo, mangi sano. Al di là dello stereotipo ci sono marchi, codici e norme che certificano la veridicità dell'affermazione. Sigilli di garanzia per il produttore e per il consumatore. Necessari, perché il settore agroalimentare italiano è sotto attacco da parta di mercati a produzione intensiva che immettono nei circuiti commerciali, soprattutto della grande distribuzione, prodotti a basso costo che in maniera più o meno subdola nelle etichettature vengono spacciati per locali. Le carni, per fare un esempio: si legge che l'animale è nato e allevato in Francia, ma la macellazione è avvenuta in Italia. Basta rendere graficamente più evidente quest'ultimo elemento che il consumatore si convince di acquistare un prodotto nostrano. Non è così.

Tra le filiere maggiormente minacciate dal sistema del “tarocco” c'è quella dell'Agnello Sardo. Una carne che dal 2001 ha ricevuto la certificazione Igp (Indicazione Geografica Protetta). Che si porta dietro numerose garanzie.

Ogni anno, in particolare nel periodo vicino alla Pasqua, vengono macellati circa 400 mila agnelli. La domanda però è doppia. Questo squilibrio porta come conseguenza che più della metà degli agnelli presenti sui banchi di carne non siano di origine isolana, ma provenienti dalla Romania o dalla Grecia ma spesso da alcuni spacciati come “tipici.

L'attenta lettura dell'etichetta consente di accertarsi della reale origine dell'agnello.

L’Indicazione Geografica Protetta (Igp) "Agnello di Sardegna" è riservata esclusivamente agli agnelli nati, allevati e macellati in Sardegna che siano in regola con le norme dettate dal relativo disciplinare di produzione e identificazione, sotto l'attento controllo del Consorzio Tutela Agnello Sardo.

Ma quali sono i vantaggi per il consumatore?

L'allevamento dell'Agnello Sardo segue rigidi protocolli: deve avvenire in ambiente naturale, è caratterizzato da ampi spazi esposti a forte insolazione, non deve essere soggetto a forzature alimentari, a stress ambientali o a sofisticazioni ormonali. L'animale deve essere nutrito esclusivamente con latte materno e con l’integrazione pascolativa di alimenti naturali ed essenze spontanee peculiari dell’habitat caratteristico della Sardegna. Deve essere identificato, non oltre venti giorni dalla nascita, con sistemi manuali, ottici o elettronici in grado di garantire la rintracciabilà del prodotto nel rispetto della normativa vigente.

L'etichettatura deve pertanto rispettare e contenere, seppure in maniera sintetica, tutte le informazioni che consentono al consumatore di individuare il vero Agnello Sardo Igp e in particolare contenere il logo Igp del Consorzio di Tutela. Non è raro trovare invece “errate etichette” che, nonostante classifichino il prodotto come Agnello Sardo, indichino invece la provenienza da Francia, Grecia o Romania.

L'invito ai consumatori è quello di segnalare tramite i nostri canali web, social e email, eventuali anomalie sulle etichette o, peggio, veri e propri tentativi di contraffazione.

Ultima modifica il Mercoledì, 05 Agosto 2020 09:25