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Frodi alimentari online, come difendersi? Questo il tema del primo incontro online tra i rappresentanti delle associazioni dei consumatori della Sardegna che aderiscono al progetto Io Consumatpore, realizzato nell'ambito del Programma generale di intervento della Regione Sardegna con l'utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. 

Hanno partecipato il presidente regionale di Federconsumatori Andrea Pusceddu, il presidente regionale di Adoc Giuliano Frau, la presidente dell'Unione nazionale Consumatori Monica Satolli, il presidente di Casa del Consumatore Michele Milizia. A introdurre il tema di dibattito il vicepresidente di Adoc Cagliari Andrea Falchi. 

Durante il forum, rigorosamente a distanza nel pieno rispetto delle prescrizioni anti-Covid, sono state illustrate le norme a tutela dei consumatori che decidono di effettuare acquisti di prodotti alimentari online. Si sono affrontate le maggiori criticità del settore e sono stati elencati tutti gli strumenti che la legge nazionale e europea mette a disposizione dei consumatori. 

 

Mangi sardo, mangi sano. Al di là dello stereotipo ci sono marchi, codici e norme che certificano la veridicità dell'affermazione. Sigilli di garanzia per il produttore e per il consumatore. Necessari, perché il settore agroalimentare italiano è sotto attacco da parta di mercati a produzione intensiva che immettono nei circuiti commerciali, soprattutto della grande distribuzione, prodotti a basso costo che in maniera più o meno subdola nelle etichettature vengono spacciati per locali. Le carni, per fare un esempio: si legge che l'animale è nato e allevato in Francia, ma la macellazione è avvenuta in Italia. Basta rendere graficamente più evidente quest'ultimo elemento che il consumatore si convince di acquistare un prodotto nostrano. Non è così.

Tra le filiere maggiormente minacciate dal sistema del “tarocco” c'è quella dell'Agnello Sardo. Una carne che dal 2001 ha ricevuto la certificazione Igp (Indicazione Geografica Protetta). Che si porta dietro numerose garanzie.

Ogni anno, in particolare nel periodo vicino alla Pasqua, vengono macellati circa 400 mila agnelli. La domanda però è doppia. Questo squilibrio porta come conseguenza che più della metà degli agnelli presenti sui banchi di carne non siano di origine isolana, ma provenienti dalla Romania o dalla Grecia ma spesso da alcuni spacciati come “tipici.

L'attenta lettura dell'etichetta consente di accertarsi della reale origine dell'agnello.

L’Indicazione Geografica Protetta (Igp) "Agnello di Sardegna" è riservata esclusivamente agli agnelli nati, allevati e macellati in Sardegna che siano in regola con le norme dettate dal relativo disciplinare di produzione e identificazione, sotto l'attento controllo del Consorzio Tutela Agnello Sardo.

Ma quali sono i vantaggi per il consumatore?

L'allevamento dell'Agnello Sardo segue rigidi protocolli: deve avvenire in ambiente naturale, è caratterizzato da ampi spazi esposti a forte insolazione, non deve essere soggetto a forzature alimentari, a stress ambientali o a sofisticazioni ormonali. L'animale deve essere nutrito esclusivamente con latte materno e con l’integrazione pascolativa di alimenti naturali ed essenze spontanee peculiari dell’habitat caratteristico della Sardegna. Deve essere identificato, non oltre venti giorni dalla nascita, con sistemi manuali, ottici o elettronici in grado di garantire la rintracciabilà del prodotto nel rispetto della normativa vigente.

L'etichettatura deve pertanto rispettare e contenere, seppure in maniera sintetica, tutte le informazioni che consentono al consumatore di individuare il vero Agnello Sardo Igp e in particolare contenere il logo Igp del Consorzio di Tutela. Non è raro trovare invece “errate etichette” che, nonostante classifichino il prodotto come Agnello Sardo, indichino invece la provenienza da Francia, Grecia o Romania.

L'invito ai consumatori è quello di segnalare tramite i nostri canali web, social e email, eventuali anomalie sulle etichette o, peggio, veri e propri tentativi di contraffazione.

Il momento che il settore turistico sta attraversando, in Sardegna, è difficile a causa degli strascichi dell'epidemia di coronavirus che ha flagellato il Paese. Ma c'è chi riesce a complicare la situazione: stando alle segnalazioni pervenute alle sedi Federconsumatori Sardegna, la compagnia Tirrenia chiede ai passeggeri di sottoscrivere un modulo che si traduce in una deresponsabilizzazione dell’azienda nei confronti della salute e dell’incolumità dei passeggeri.

La questione riguarda soprattutto l’impossibilità di prenotare cabine singole, per indisponibilità o per costi eccessivamente elevati, che costringe alcuni viaggiatori – in particolar modo i passeggeri che compiono la tratta in questione per motivi lavorativi, vedi gli autotrasportatori – a condividere una cabina doppia o quadrupla con degli sconosciuti. In tali circostanze la compagnia ha reso obbligatoria la sottoscrizione di una dichiarazione in cui il viaggiatore solleva l’azienda stessa da qualsiasi responsabilità relativa all’inosservanza delle norme anti-contagio. In questo modo, dunque, la società non solo non fa nulla per garantire l’incolumità dei passeggeri ma scarica su questi ultimi ogni onere, evitando inoltre qualsiasi eventuale conseguenza anche relativamente a possibili sanzioni. Una condotta che, in sostanza, appare orientata a tutelare esclusivamente gli interessi della società, senza tenere in alcuna considerazione la salute e le necessità dei passeggeri. A nostro avviso questa circostanza chiama in causa anche i datori di lavoro, che devono preoccuparsi della salute dei dipendenti senza scaricare ogni responsabilità su di loro. A fronte di quanto sta accadendo chiediamo l’immediato avvio di accertamenti e, se opportuna, l’emissione di congrue sanzioni, poiché non è assolutamente accettabile che una compagnia di navigazione non faccia nulla per garantire ai propri clienti la possibilità di viaggiare in sicurezza.

Pubblicato in Trasporti

La Commissione Europea ha ufficialmente avviato una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia, inviando una lettera di costituzione in mora per violazione della normativa europea a tutela dei passeggeri, in particolare del Regolamento (CE) 261/2004 relativo al trasporto aereo e del Regolamento UE 1177/2010 riguardante i diritti dei passeggeri nel trasporto ferroviario. Il casus belli è ormai noto da tempo: sebbene la normativa europea preveda, in caso di cancellazione del servizio di trasporto, il rimborso monetario per il passeggero, la legge 27/2020, in vigore dal 30 aprile, in piena emergenza Covid, consente ai vettori di assolvere gli obblighi di rimborso tramite un voucher, della validità di 12 mesi. Nei mesi scorsi la Commissione si era già pronunciata contro la normativa italiana, invitando formalmente il nostro stato ad uniformarsi entro il 28 maggio al Regolamento CE 261/2004; l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato era intervenuta con una formale segnalazione a Parlamento e Governo circa il conflitto fra disposizioni nazionali e disciplina europea e da ultimo, anche l’ENAC, ente nazionale per l’aviazione civile, aveva ribadito che almeno le cancellazioni dei voli effettuate a seguito della riapertura dell’aerea Schengen, avvenuta in data 3 giugno, non potevano considerarsi direttamente riconducibili alla pandemia in corso e pertanto non legittimavano i vettori a rimborsare automaticamente  i passeggeri mediante voucher. L’Italia ha completamente disatteso tali inviti e segnalazioni, incorrendo così, in data 2 luglio, in una procedura formale di infrazione; è ora necessario che l’Italia risponda formalmente alle argomentazioni della Commissione entro il termine di due mesi, decorsi i  quali , la stessa potrà decidere di intervenire con un parere motivato.

Anas ha riaperto al traffico la strada statale 597 “Del Logudoro” in entrambi i sensi di marcia, a seguito della conclusione della prima parte degli interventi di ripristino del versante interessato da un evento franoso verificatosi lo scorso 26 novembre in località Saccargia, in provincia di Sassari. I lavori, iniziati il 26 maggio, proseguono secondo il cronoprogramma contrattuale. Sono state completate le lavorazioni interferenti con la viabilità mentre risultano in corso le opere di sistemazione finale. A causa della presenza del cantiere, in alcune fasce orarie, potrebbe rendersi necessaria l’istituzione temporanea del senso unico alternato per consentire le operazioni di completamento delle lavorazioni. L’investimento complessivo degli interventi è di 450 mila euro ed è stato affidato dall’impresa ATI Consorzio Triveneto Rocciatori – Costruzioni Edili Baraldini.
Il Bonus vacanze è una delle misure varate dal Governo al fine di sostenere l'economia e il turismo in Italia fortemente danneggiati dall’emergenza sanitaria che ci ha colpito. Introdotto con il Decreto Rilancio ( D.L. 34\2020), il bonus offre un contributo fino a 500€ da utilizzare in campeggi, strutture alberghiere, agriturismi, bed&breakfast e villaggi turistici. Potrà essere richiesto dalle famiglie con ISEE fino a 40.000€, dichiarato con DSU (dichiarazione sostitutiva unica), a partire dal 1 luglio e sarà valido fino al 31 dicembre 2020. La richiesta e l’erogazione saranno in forma digitale: pertanto sarà necessario scaricare l’app., inoltre uno dei componenti del nucleo familiare dovrà avere l'identità digitale SPID o la CIE3.0 (carta d’identità elettronica). L’importo sarà modulato sulla base della composizione del nucleo famigliare (150€ per nuclei con una sola persona, 300€ per due persone, 500€ per tre o più persone). La spesa dovrà essere sostenuta in un'unica soluzione e l’80% del bonus potrà essere goduto sotto forma di sconto immediato mentre il restante 20% scaricato come detrazione d’imposta nella dichiarazione del reddito. Attenzione però: il bonus potrà essere speso soltanto presso le strutture aderenti all'iniziativa e escludendo le prenotazioni per intermediazione di piattaforme o portali telematici diversi dalle agenzia di viaggio e tour operator, come booking e simili. Non tutti gli albergatori si sono attivati per ricevere il bonus, non è una misura obbligatoria, ma alcuni consumatori segnalano già rincari dei prezzi dei soggiorni a fronte dell'accettazione del bonus. Laddove invece il bonus non verrà accettato le tariffe paiono essere rimaste invariate rispetto allo scorso anno ed è possibile che vengano proposti degli sconti in alternativa. Attenzione quindi a dove e come si sceglie di prenotare il soggiorno usufruendo del bonus. Nonostante la voglia di vacanza favorita dai dati incoraggianti della pandemia ancora in corso, secondo le statistiche soltanto il 51% degli italiani andrà in ferie, affrontando una spesa complessiva incrementata del +20% max rispetto a quella del 2019 complice il distanziamento sociale, le spese di sanificazione e di sicurezza che gli albergatori dovranno affrontare.