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L'Antitrust ha messo la parola fine al balletto tra rimborsi e voucher per i biglietti aerei cancellati a causa dell'epidemia di Covid.  L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha deciso di non adottare alcuna misura cautelare a conclusione di quattro sub-procedimenti nei confronti di Ryanair, EasyJet, Vueling e Blue Panorama. Nel frattempo proseguono i procedimenti principali per accertare eventuali pratiche commerciali scorrette.

I sub-procedimenti sono stati avviati a fine settembre per sospendere la vendita di biglietti per voli poi cancellati unilateralmente, offrendo in cambio ai consumatori soltanto i voucher. La cancellazione era motivata con la diffusione del contagio da Covid-19, sebbene i servizi si riferissero a un periodo e a destinazioni senza i limiti di circolazione stabiliti dai provvedimenti governativi. Il tutto, peraltro, senza fornire assistenza e adeguata informazione.

Vueling, EasyJet, Blue Panorama e Ryanair, a seguito dell’intervento dell’Autorità, hanno apportato modifiche alle comunicazioni inviate e alle procedure di assistenza e di rimborso in caso di cancellazione o di riprogrammazione dei voli.

In particolare, le compagnie hanno limitato l’utilizzo della causale per la pandemia Covid ai soli casi in cui non è stato oggettivamente possibile operare il volo a causa di restrizioni ai trasferimenti di persone.

Inoltre, i vettori hanno previsto la possibilità di richiedere il rimborso pecuniario con tempi certi e attraverso procedure automatizzate. L’eventuale scelta di richiedere il voucher è lasciata solo al consumatore. Vueling, EasyJet, Blue Panorama e Ryanair hanno anche rafforzato le misure di assistenza ai consumatori predisponendo strumenti di contatto gratuiti e attraverso un significativo incremento degli addetti ai call center.

L’Ente nazionale per l’aviazione civile (Enac) il 22 Giugno 2020 con una nota ufficiale ha fatto sapere di aver avviato le istruttorie che potrebbero portare all’erogazione di sanzioni nei confronti di alcune compagnie aeree per il mancato rispetto del regolamento comunitario che tutela i passeggeri nei casi di ritardi, cancellazione, overbooking e mancata informativa.

In particolar modo si ritiene che le compagnie aeree stiano continuando a cancellare i voli facendo appello alla situazione di emergenza dovuta alla pandemia da Covid-19, limitandosi così ad offrire ai passeggeri come unico ristoro l’emissione di un voucher e non il rimborso del prezzo pagato, come generalmente previsto dalla normativa comunitaria. Infatti sebbene il Decreto Cura Italia convertito successivamente in legge (L. 24 aprile 2020 n. 27) all’art. 88 bis consenta alle compagnie aeree fino al 30 Settembre 2020 l’emissione di un voucher al posto del rimborso del biglietto in caso di cancellazione del volo per cause riconducibili all’emergenza Covid-19, ciò non legittima i vettori ad approfittarsi di una simile situazione a discapito degli utenti.

Il 18 giugno l’Enac, a seguito di una serie di segnalazioni pervenute dagli utenti esasperati, ha richiamato i vettori aerei operanti in Italia invitandoli a conformarsi alla normativa comunitaria in materia di tutela dei diritti dei passeggeri, specie nelle ipotesi di cancellazione dei voli. Il Regolamento comunitario n. 261 del 2004 prevede che la compagnia aerea in caso di cancellazione del volo per cause non collegate all’emergenza Coronavirus debba garantire ai passeggeri l’informativa, la riprotezione su un altro volo laddove possibile o in alternativa il rimborso del biglietto pagato (non l’emissione di un voucher), eventualmente maggiorato (compensazione) qualora non venga rispettato il preavviso di 14 giorni.

Tuttavia dai primi riscontri sarebbe emerso che alcune compagnie aeree persistano a cancellare i voli adducendo come causale l’emergenza Covid-19 e riconoscendo ai passeggeri esclusivamente l’emissione di un voucher. Poiché dal 3 giugno sono venute meno le restrizioni poste alla circolazione delle persone fisiche nel territorio nazionale e nell’area europea, Schengen, Regno Unito e Irlanda del Nord, tutte le cancellazioni effettuate a partire da tale data sembrerebbero rispondere a scelte commerciali e imprenditoriali operate dai vettori piuttosto che a impedimenti riconducibili alla pandemia, eccezion fatta per alcuni casi specifici.

Per tutte queste ragioni l’Autorità che regola il trasporto aereo civile ha ritenuto opportuno prendere una posizione netta avviando delle indagini che, in caso di comprovata violazione del Regolamento comunitario di riferimento, potrebbero condurre a sanzionare quelle compagnie ritenute responsabili dell’applicazione di pratiche commerciali poste a danno degli utenti e per nulla giustificate dall’emergenza sanitaria.

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La Commissione Europea ha ufficialmente avviato una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia, inviando una lettera di costituzione in mora per violazione della normativa europea a tutela dei passeggeri, in particolare del Regolamento (CE) 261/2004 relativo al trasporto aereo e del Regolamento UE 1177/2010 riguardante i diritti dei passeggeri nel trasporto ferroviario. Il casus belli è ormai noto da tempo: sebbene la normativa europea preveda, in caso di cancellazione del servizio di trasporto, il rimborso monetario per il passeggero, la legge 27/2020, in vigore dal 30 aprile, in piena emergenza Covid, consente ai vettori di assolvere gli obblighi di rimborso tramite un voucher, della validità di 12 mesi. Nei mesi scorsi la Commissione si era già pronunciata contro la normativa italiana, invitando formalmente il nostro stato ad uniformarsi entro il 28 maggio al Regolamento CE 261/2004; l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato era intervenuta con una formale segnalazione a Parlamento e Governo circa il conflitto fra disposizioni nazionali e disciplina europea e da ultimo, anche l’ENAC, ente nazionale per l’aviazione civile, aveva ribadito che almeno le cancellazioni dei voli effettuate a seguito della riapertura dell’aerea Schengen, avvenuta in data 3 giugno, non potevano considerarsi direttamente riconducibili alla pandemia in corso e pertanto non legittimavano i vettori a rimborsare automaticamente  i passeggeri mediante voucher. L’Italia ha completamente disatteso tali inviti e segnalazioni, incorrendo così, in data 2 luglio, in una procedura formale di infrazione; è ora necessario che l’Italia risponda formalmente alle argomentazioni della Commissione entro il termine di due mesi, decorsi i  quali , la stessa potrà decidere di intervenire con un parere motivato.