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Il principale strumento  a disposizione del consumatore per scegliere correttamente ciò che acquista è l’etichetta: le indicazioni fornite in ordine al nome del prodotto, la quantità, le condizioni di conservazione e di scadenza mettono l'acquirente in condizione di scegliere al meglio il prodotto che vuole portare a casa. 

In particolare è importante che il consumatore, oltre ai vari elementi obbligatori presenti in etichetta,  conosca la differenza tra due diverse diciture relative al termine minimo di conservazione di un prodotto e alla data di scadenza: “Da consumarsi preferibilmente entro il …”, ovvero “Da consumarsi entro il …”, entrambe seguite dalla data.

Queste  indicazioni non esprimono lo stesso concetto. 

La dicitura “da consumarsi preferibilmente entro il …” individua il termine minimo di conservazione, la data entro la quale l’alimento conserva integre le sue proprietà organolettiche in adeguate condizioni di conservazione. 

Se c'è invece la data di scadenza, con la dicitura “da consumarsi entro il …” viene indicato il giorno entro il quale il prodotto deve essere necessariamente consumato. Dopo questo  termine l’uso dell’alimento può causare danni al consumatore. La data di scadenza, inoltre, deve comprendere in modo chiaro, nell'ordine: il giorno, il mese ed eventualmente l’anno, con l’indicazione delle condizioni di conservazione.  E, se prescritto, anche la temperatura in base alla quale viene determinato il periodo di validità.

Occorre precisare che la vendita dei prodotti che riportano la data di scadenza è vietata dal giorno successivo a quello indicato sulla confezione. Mentre in data successiva al termine minimo di conservazione il prodotto può essere ancora consumato, naturalmente se integro e idoneo.

Ho deciso di comprare online un prodotto alimentare ( si trattava di ortaggi ) di una qualità tipicamente italiana come reclamizzato sull’annuncio. Ma quando ho ricevuto il prodotto mi sono reso conto che sulla confezione c'era un'etichetta generica  da cui non si poteva capire la provenienza. Posso richiedere il rimborso o restituire il prodotto?

Gentile utente, la disciplina in materia di etichettatura dei prodott, in particolare per quanto riguarda i prodotti alimentari, è piuttosto rigida e prevede il rispetto di normative comunitarie adottate da tutti gli stati membri. In particolare,  di estrema importanza è il D.lgs. 15 dicembre 2017 n. 231 che prevede sanzioni per chi non rispetta le regole dettate.

In merito alla sua domanda circa la possibilità o meno di ottenere un rimborso,  riteniamo che possa legittimamente presentare reclamo nei confronti del venditore e della piattaforma che ospita il venditore.

Pubblicato in L'esperto risponde