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Gli integratori non sono farmaci, ma alimenti. Non possono contenere sostanze farmacologicamente attive, ma solo vitamine, minerali, enzimi e altri composti specificati dalla normativa europea e inclusi in un Registro con un apposito codice che può essere riportato nell’etichetta.  Gli integratori sono venduti liberamente e commercializzati da farmacie, parafarmacie, erboristerie, supermercati e rivenditori online, senza l’obbligo della prescrizione medica, poiché si tratta di sostanze alimentari. 

Negli ultimi anni anche il campo degli integratori alimentari è stato interessato dalla contraffazione: la severa regolamentazione europea in materia di medicinali e l’inasprimento delle sanzioni per la loro falsificazione, hanno indotto la criminalità organizzata a dedicarsi alla commercializzazione di prodotti contraffatti  che,  avendo un basso costo di produzione e essendo vendibili liberamente, sono una grossa fonte di guadagno.

Si stima che il 50% degli italiani e il 30% degli europei utilizzino integratori alimentari. I giovani assumono soprattutto integratori per il controllo del peso e per il potenziamento sessuale.  Sono maggiormente interessati dalla contraffazione gli integratori energizzanti - utilizzati allo scopo di aumentare le performance atletiche - gli integratori nootropi per migliorare le prestazioni nello studio o nel lavoro e gli integratori brucia grassi. Poiché l’acquisto dei corrispondenti farmaci prevede la prescrizione medica, i consumatori comprano ripiegano su questi integratori, che possono contenere sostanze dopanti e altre non dichiarate, e rappresentano un grosso rischio per la salute.

Per distinguere un integratore autentico da uno contraffatto, si può:
1) verificare l’autenticità del prodotto consultando il Registro degli integratori notificati direttamente dal portale web del Ministero della Salute

2) controllare l’etichetta, che obbligatoriamente riportare i seguenti elementi:

a) il nome delle categorie di sostanze nutritive o delle altre sostanze che caratterizzano il prodotto o una indicazione relativa alla natura di tali sostanze;

b) la dose raccomandata per l’assunzione giornaliera;

c) l’avvertenza a non eccedere le dosi raccomandate per l’assunzione giornaliera;

d) l’indicazione che gli integratori non vanno intesi come sostituti di una dieta variata;

e) l’indicazione che i prodotti devono essere tenuti fuori dalla portata dei bambini al di sotto dei tre anni di età;

f) l’effetto nutritivo o fisiologico attribuito al prodotto sulla base dei suoi costituenti in modo idoneo a orientare correttamente le scelte dei consumatori. (Direttiva 2002/46/Ce del Parlamento europeo e del Consiglio del 10 giugno 2002 per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative agli integratori alimentari)

3. per essere sicuri di star acquistando integratori alimentari tramite farmacie online autorizzate, basterà verificare la presenza, su ogni pagina dedicata alla vendita di medicinali, di un logo che ne certifica la conformità. Cliccando su di esso si raggiunge il sito web del Ministero della Salute dove è possibile verificare se il venditore online è registrato nell'elenco di quelli autorizzati.

Si chiama Smishing: è la nuova tecnica di truffa telematica architettata per svuotare i conti delle ignare vittime. Non basta più un falso sms inviato dal sistema operativo che si spaccia per quelle della banca di cui si è clienti. A convincere il correntista che non si tratti di un raggiro arriva anche una telefonata di un sedicente operatore di sportello. La truffa è stata scoperta dalla Polizia Postale della Questura di Cagliari. Pubblichiamo di seguito  il comunicato ufficiale della Questura per mettere in allerta i consumatori sardi. 

La sezione Financial Cybercrime della Polizia Postale di Cagliari, con il coordinamento del Servizio Polizia Postale di Roma e sotto la direzione della Procura della Repubblica di Cagliari, ha denunciato in stato di libertà due soggetti, uno residente a Marigliano (NA) e l’altro a Pomigliano d’Arco (NA), perché ritenuti responsabili dei reati di frode informatica e truffa attraverso il sistema dello SMISHING.

L’attività investigativa, svolta dal Compartimento della Polizia Postale e delle Comunicazioni di Cagliari, è nata dalla denuncia di una cliente il cui conto corrente online di un noto istituto di credito è stato oggetto di un accesso informatico abusivo che ha generato un bonifico fraudolento dell’importo di € 14.100 a favore di un conto corrente di altra banca nonché di due prelievi in contante effettuati tramite sportello ATM dell’importo complessivo di 280 €.

La denunciante ha raccontato di aver ricevuto sul proprio telefono cellulare un messaggio, apparentemente proveniente dalla sua banca, che la informava che, per aderire alla nuova normativa sulla sicurezza, il suo account era stato disabilitato e per riabilitarlo doveva riaccedere alla banca attraverso un link, contenuto nello stesso messaggio, che l’ha riportata su una pagina esattamente identica a quella dell’home banking del proprio istituto di credito. Dopo aver inserito i dati della carta di credito, le è apparsa una finestra di dialogo che le preannunciava che sarebbe stata contattata da un operatore. Effettivamente, poco dopo, un sedicente impiegato della banca l’ha contattata rappresentandole che erano stati registrati movimenti sospetti sul suo conto associato alla carta di credito e che era necessario accedere a quest’ultimo dall’applicazione installata sul suo cellulare. Seguendo le indicazioni ricevute, la signora ha inserito le proprie credenziali ed ha fornito, al sedicente operatore, il codice di sicurezza fornitole dall’APP. Subito dopo, come indicatole, ha disapplicato l’applicazione della banca dal suo smartphone.

Dopo avere raccontato al marito l’accaduto, insospettita, ha avuto la possibilità di verificare che era stato già disposto dal suo conto on line un bonifico istantaneo e che erano stati fatti prelievi, presso uno sportello bancomat, in modalità cardless.

La signora si è quindi immediatamente recata presso gli uffici della Polizia Postale di Cagliari per sporgere denuncia. La tempestività della notizia ha permesso al personale di polizia di identificare e bloccare il conto corrente del destinatario del bonifico, impedendo in tal modo che le somme giacenti venissero monetizzate.

Successivamente, attraverso un decreto di sequestro preventivo emesso dal GIP del Tribunale di Cagliari su richiesta del Sostituto Procuratore dr.ssa Diana LECCA, è stata recuperata la somma di 9.500 euro.

L’attività investigativa ha permesso di individuare il soggetto intestatario del conto corrente beneficiario del bonifico, ed ha permesso altresì, anche attraverso investigazioni tecniche, di individuare il soggetto, con numerosi e specifici precedenti di polizia, che ha effettuato i prelievi, presso un ATM di un paese campano, con la modalità cardless.