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Lo zafferano, conosciuto anche come l’oro rosso di Sardegna, dal 2006 è stato inserito tra i prodotti a marchio Dop (Denominazione di Origine Protetta) e viene prodotto in alcuni comuni del Medio Campidano: San Gavino Monreale, Turri e Villanovafranca .

Lo zafferano di Sardegna DOP si presenta sotto forma di filamenti dal colore rosso brillante ed, oltre ad essere la spezia più costosa del mondo, contiene molecole di safranale, crocina e crocetina (alle quali si deve il tipico colore rosso di questa spezia) in quantità più elevata rispetto a quello prodotto in altri luoghi, il che lo rende anche maggiormente benefico per la salute E’ anche ricco di sali minerali come fosforo e potassio, oltre alla Vitamina C e i folati. Le sue proprietà note sono le capacità antiossidanti e regolatrici dell’umore e i benefici che apporta al tratto gastrointestinale.

La Commissione Europea ha rilevato che la contraffazione delle spezie rientra tra quelle dei 10 prodotti alimentari più a rischio di frode.

Nel caso di specie, la contraffazione dello zafferano è molto frequente quando si tratta di zafferano in polvere poiché si presta meglio ad essere mischiato sia con altre spezie, quali curcuma e calendula, che con sostanze sintetiche. Nei casi più gravi di contraffazione dello zafferano vengono impiegate polveri vegetali colorate con sostanze chimiche pericolose per la salute. Per dare gusto a queste miscele adulterate spesso si utilizza il safranale di sintesi o addirittura il Beta-Cyclocitral, un aroma che riproduce il safranale naturale.

Più difficile, ma non impossibile, è l’adulterazione dello zafferano in pistilli, che vengono sostituiti con filamenti di fibre vegetali (barba di mais, cotone, barbabietola, fibre di melograno, fibre di seta) alle quali, poi , per “dare il colore” si applicano curcuma o coloranti vegetali di vario genere.

È quindi opportuno, per avere la garanzia di acquistare un prodotto autentico, prestare attenzione ad una serie di elementi, tra i quali il tipo di materiale utilizzato per il confezionamento (vetro, terracotta, sughero o cartoncino) che deve essere tale da evitare danni durante il trasporto o la conservazione. Ogni confezione avrà un peso tra 0,25 e 5 grammi e l’etichetta dovrà contenere:

  • il logo della DOP «Zafferano di Sardegna» costituito da tre parti ben distinte con al centro il simbolo dello zafferano rappresentato, con segno stilizzato, da un fiore a sei petali disposto a sinistra per lasciar spazio agli stimmi che si protendono verso destra e verso sinistra; in alto, disposto ad arco, la dicitura «Zafferano di Sardegna» mentre in basso, chiusa in un bacchettone, la scritta «Denominazione di Origine Protetta;

  • il logo comunitario della DOP;

  • il bollino recante la numerazione progressiva delle quantità prodotte, rilasciato dal Consorzio di tutela incaricato dal Ministero.

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